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I veleni della stamperia riversati nella fogna

I liquami contaminati derivanti dal lavaggio dei quadri da stampa erano convogliati direttamente nel pozzetto per abbattere i costi di smaltimento

PRATO — Il pozzetto in cui erano convogliati i liquami velenosi della stamperia è stato trovato nella parte posteriore della stamperia in via Toscana: una zona appartata proprio per evitare sguardi indiscreti. 

La ditta, a conduzione cinese, era in possesso di regolare autorizzazione ambientale. Peccato che le soluzioni derivanti dal procedimento di lavaggio dei quadri da stampa fossero convogliate nel pozzetto di raccolta delle acque piovane e non nel serbatoio previsto dalla legge. Si tratta, infatti, di rifiuti che le attività come appunto le stamperie devono periodicamente smaltire. A finire nella fognatura erano acque contaminate da sostanze classificabili come pericolose: si tratta infatti di pigmenti organici e solventi. In questo modo la ditta risparmiava sui costi di smaltimento.

Nel corso del blitz, messo a segno dalla polizia municipale e dai tecnici dell'Arpat, sono saltate fuori anche violazioni alle regole per quanto riguarda le emissioni in atmosfera. La ditta non aveva infatti i registri con le annotazioni delle operazioni sulle analisi previste per legge. 

L'epilogo è stato il sequestro della vasca di lavaggio dei quadri e dei telai. Alla stamperia, che ora sarà obbligata a smaltire in modo corretto i rifiuti, sono state contestate anche sanzioni per la gestione non corretta del registro di carico e scarico. 

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