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Swap, stangata da 14 milioni sul Comune di Prato

Decisione della corte d'appello di Londra dopo lo stop nel 2010 ai pagamenti dei differenziali sui contratti per i derivati stipulati tra 2002 e 2006

PRATO — Svolta clamorosa in una storia che si trascina ormai da anni. Per l'esattezza da quando l'allora giunta comunale guidata da Roberto Cenni decise di sospendere a partire dal 2010 i pagamenti dei differenziali sui contratti stipulati con Dexia Crediop. Ieri la Corte d'appello di Londra, a cui lo stesso Comune di Prato si era appellato per dirimere la questione, ha stabilito che quei contratti erano validi. Conseguenza: il Comune avrà tempo fino al 31 luglio per pagare quanto non corrisposto, ovvero oltre 12 milioni di euro. A questa cifra astronomica si aggiungono le spese legali, vale a dire 2,5 milioni di euro. Conto totale, dunque, di 14 milioni e mezzo di euro. 

E' stato lo stesso sindaco di Prato Matteo Biffoni a dare comunicazione a tutti i consiglieri comunali della decisione presa oltremanica. In sostanza la corte ha ritenuto che non si possa applicare il diritto italiano, il Testo Unico sulla Finanza, avendo ravvisato nel contratto elementi di internazionalità che non permettono l'applicazione della Convenzione di Roma.

L'amministrazione, si legge in una nota del Comune, si confronterà con i legali dello studio Seddons di Londra che seguono il Comune di Prato nella causa civile e attende la traduzione in italiano della sentenza per conoscere nel dettaglio le motivazioni.

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