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Maxitraffico di scarti tessili con base in Toscana

Stroncata dai carabinieri forestali un'organizzazione che spacciava per rifiuti non speciali i cascami del comparto pratese. Due arresti

PRATO — Due uomini di 40 e 53 anni sono stati arrestati dai carabinieri forestali al termine di un'operazione che ha portato allo smantellamento di un'organizzazione che trafficava scarti tessili provenienti dal distretto pratese in tutto il centro nord. Gli scarti, cascami e ritagli di lavorazione del comparto tessile di Prato, erano nascosti nei sacchi neri dell'immondizia e spacciati per rifiuti non speciali. 

Le indagini sono partite nel luglio 2018 a Pavullo, in provincia di Modena, dove i carabinieri hanno scoperto 2.500 chili di scarti di lavorazione in un capannone industriale. Da lì, i militari hanno scoperto che il traffico si estendeva anche in Veneto. I rifiuti erano abbandonati nei sacchi nei capannoni all'insaputa dei proprietari. 

A capo dell'organizzazione, che si componeva di autotrasportatori e altre persone impiegate come manovalanza nei capannoni, c'erano i due arrestati che agivano attraverso società di cui avevano il controllo pur non ricoprendovi alcun ruolo, mentre i reali rappresentanti erano dei semplici prestanome. 

Alla fine i forestali hanno sequestrato 9mila metri cubi di scarti tessili. Il sospetto degli investigatori, però, è che la quantità di rifiuti speciali smaltiti possa essere di gran lunga superiore. 

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